Il de minimis era una bella cosa… ma ormai è finita

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Nel 2025 si è parlato molto dell'abolizione del principio de minimis negli Stati Uniti: cosa si nasconde dietro questo termine, qual era il suo significato ed è un concetto puramente americano?

Cos’è (o meglio, cos’era) il “de minimis”?

Dietro questo termine si nascondeva la chiave per i piccoli pacchi: al di sotto di una certa soglia, era possibile importarli senza dazi doganali né formalità onerose. Non è difficile comprendere l’interesse di questa agevolazione, in particolare nel contesto dell’e-commerce. Tuttavia, contrariamente a quanto si crede comunemente, questa misura era di lunga data (introdotta per la prima volta nel 1938) e, nella sua versione moderna, l’innalzamento della soglia a 800 dollari nel 2016 è stata la scintilla che ha fatto esplodere il suo utilizzo nel settore dell’e-commerce.

Cosa è cambiato negli Stati Uniti nel 2025

Il 2 maggio 2025, primo colpo di freno: fine della franchigia “de minimis” per le spedizioni provenienti dalla Cina e da Hong Kong. Successivamente, a partire dal 29 agosto 2025, l’estensione al resto del mondo: tutte le spedizioni di valore superiore a 800 $ sono ora soggette ai dazi doganali e alle formalità di un’importazione tradizionale (fine delle procedure accelerate/semplificate per l’e-commerce).

Dettaglio importante: per la rete postale internazionale, un periodo transitorio di sei mesi consente di scegliere tra un dazio ad valorem o un importo forfettario di 80 $/160 $/200 $ per pacco, a seconda dell’aliquota applicabile nel paese di origine. Al termine di tale periodo, sarà accettata solo la tassazione ad valorem.

Perché questa eliminazione?

Perché i volumi hanno raggiunto livelli completamente diversi. Il numero di pacchi che beneficiano della regola de minimis è passato da circa 139 milioni nel 2015 a 1,36 miliardi nel 2025. È l’esempio perfetto del passaggio dal commercio tradizionale al consumo online, trainato dai marketplace.
Le autorità statunitensi sottolineano inoltre le sfide legate al controllo: sicurezza dei prodotti, lotta contro gli stupefacenti, prevenzione delle frodi.

Per quanto riguarda le entrate, i primi mesi di applicazione della misura rivolta alla Cina e a Hong Kong hanno già fruttato circa 500 milioni di dollari e alcuni media finanziari stimano che, una volta estesa su larga scala, la riscossione di tali dazi potrebbe portare nelle casse dello Stato fino a 10 miliardi di dollari in più all’anno; quest’ultima cifra sarà sicuramente rivista al ribasso in futuro.

Gli Stati Uniti sono gli unici a beneficiare di questa esenzione?

No. Altri paesi applicano esenzioni simili per le spedizioni di modesto valore:

  • L'Unione europea esenta dai dazi (ma non dall'IVA) gli acquisti di valore inferiore a 150 €,
  • il Giappone per le spedizioni di importo inferiore a 10.000 yen,
  • l’Australia, in una certa misura, al di sotto dei 1.000 AU$.

Tuttavia, gli Stati Uniti avevano fissato una soglia eccezionalmente elevata per quelle che dovrebbero essere le “spedizioni di modesto valore”.
Va notato che la grande maggioranza dei paesi che hanno adottato questo tipo di misura sta valutando la possibilità di ridurne la portata o addirittura di eliminare il vantaggio che ne deriva, sia attraverso la semplice abolizione delle misure stesse, sia mediante un’imposizione forfettaria.

La vera dinamica: e-commerce contro un aumento di 10 volte dei pacchi

Si potrebbe pensare che la fine della regola de minimis derivi esclusivamente dalla crescita dell’e-commerce. Ma i dati non tornano.
Sì, l’e-commerce statunitense sta registrando una forte crescita (rappresenta circa il 16,3% delle vendite al dettaglio nel secondo trimestre del 2025), ma non è decuplicato in dieci anni.

Al contrario, ciò che è decuplicato sono state le spedizioni frazionate, ottimizzate per rimanere al di sotto della fatidica soglia degli 800 $.
Il doppio vantaggio era evidente: risparmio sui dazi + quasi totale assenza di controlli doganali.
L’innalzamento della soglia ha lanciato un segnale, e il mercato ha reagito — forse troppo bene, col senno di poi.

Cosa cambia concretamente (e in modo duraturo)

Negli Stati Uniti, la regola torna ad essere semplice: i dazi sono dovuti ed è necessaria una dichiarazione di importazione tradizionale anche per importi inferiori a 800 $, con tutto ciò che ciò comporta in termini di costi e di aumento dei controlli documentali e fisici (con conseguente rallentamento dei flussi).
Per quanto riguarda il servizio postale, il periodo transitorio di 80/160/200 $ è temporaneo e non deve trarre in inganno: la tassazione ad valorem diventerà la norma dopo sei mesi.

Gli operatori che non specificano in anticipo le caratteristiche dei propri dati (valore, origine, descrizione, notifica preventiva di tipo EAD) vedranno i propri pacchi bloccati.

Per quanto riguarda l’UE, anche se l’abolizione dei dazi per i pacchi di valore inferiore a 150 € (a determinate condizioni) non è ancora stata approvata, la linea politica è chiara: allineare il trattamento fiscale e doganale delle piccole spedizioni a quello delle altre e far sì che le piattaforme contribuiscano ai costi dei controlli.

Conclusione

Il principio de minimis era stato introdotto per evitare di sovraccaricare le dogane con merci di scarso valore.
Nel 2025, queste “merci di scarso valore” ammontano a miliardi, e il trasporto aereo ha trasformato il mondo in un gigantesco villaggio logistico.
Quello che era uno strumento di snellimento amministrativo diventa oggi una perdita di entrate colossale — ed è logico che a questo punto la politica riprenda il controllo.

In questo contesto, i vincitori saranno coloro che avranno il pieno controllo dei propri dati e della propria conformità.
Non saranno necessariamente i più economici… ma saranno pronti ad affrontare i requisiti doganali che si profilano all’orizzonte.

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