Mentre l’emergenza climatica costringe le aziende a rivedere numerosi aspetti delle loro attività, che ne è della catena di approvvigionamento? Data l’importanza dell’e-commerce nell’economia odierna, è fondamentale coniugare queste due sfide per realizzare una catena di approvvigionamento responsabile. Gli attori coinvolti – fornitori, spedizionieri, trasportatori e partner – devono quindi trovare soluzioni per ridurre il proprio impatto senza compromettere la propria crescita. Per raggiungere questo obiettivo, la Green Supply Chain si impone come fondamento.

Che cos’è una Green Supply Chain?
Scegliere una catena di approvvigionamento “verde”, ovvero responsabile sia dal punto di vista ambientale che sociale, comporta una profonda revisione dei propri processi. Il primo passo consiste solitamente nella nomina di un responsabile della catena di approvvigionamento verde, incaricato di sviluppare l’intera catena di approvvigionamento sostenibile, che comprende in particolare la logistica.
Una Green Supply Chain richiede quindi di intervenire in diverse fasi:
- L'utilizzo di materie prime provenienti da fonti sostenibili
- L'uso di tecnologie pulite
- La riduzione e il riutilizzo degli imballaggi
- La riduzione dei rifiuti
- L'ottimizzazione dei flussi di trasporto
- La tracciabilità dei flussi
- La responsabilità nei confronti dei lavoratori
- Ecc.
Quali sono i vantaggi di una Green Supply Chain?
Per molto tempo, la “Green Supply Chain” è stata vista come una semplice moda che non riguardava le grandi aziende. Infatti, questo termine non è nuovo, ma ha già una storia decennale alle spalle. Tuttavia, il cambiamento climatico e le sue conseguenze, ormai ben concrete in tutto il mondo, spingono oggi gli attori della catena di approvvigionamento ad adottare nuovi metodi e pratiche di responsabilità sociale d’impresa (CSR).
Come emerge da un’indaginecondotta da Agilitynel 2022, il cui indice logistico dei mercati emergenti costituisce un valido indicatore delle tendenze, questo settore è particolarmente ottimista. E ciò senza tralasciare questi aspetti fondamentali. La Cina e l’India, che si collocano ai primi posti, vengono valutate, come gli altri paesi oggetto dello studio, anche in base ai loro sforzi in materia di riduzione delle emissioni e alle loro iniziative ecologiche.
I benefici sono quindi superiori ai costi aggiuntivi che questa scelta può comportare: a cominciare dalla riduzione del consumo di risorse e delle emissioni di CO2.
L'efficienza energetica
Una catena di approvvigionamento responsabile costituisce automaticamente un fattore che favorisce la riduzione dei consumi per tutti gli attori: elettricità, acqua, carburante… tutti i consumi diminuiscono.
La riduzione dei costi
Dal punto di vista tecnico, la riduzione dei consumi, ma anche l’insieme delle misure volte a limitare gli sprechi, contribuiscono a ridurre i costi di produzione e di gestione.
La reputazione
Sebbene possa sembrare secondario rispetto al cambiamento climatico, le aziende non possono permettersi di trascurare la propria reputazione su questo fronte. Inoltre, di fronte alle aspettative delle nuove generazioni (secondouno studio di Hays, solo il 19% dei giovani della Generazione Z è disposto a lavorare per un’azienda che non condivide i propri valori), è fondamentale impegnarsi concretamente.
Quali misure occorre adottare per rendere la propria catena di approvvigionamento più responsabile?
In qualità di acquirente, potete mettere in atto diverse misure per rendere la vostra catena di approvvigionamento più responsabile.
- Il primo passo consiste nel misurare la propria impronta ambientale e la propria impronta di carbonio lungo l’intera catena di approvvigionamento. Ciò implica quindi conoscere quelle dei fornitori.
- È quindi necessario ripensare la vostra strategia in materia di approvvigionamento delle materie prime (ad esempio scegliendo fornitori locali), di imballaggio, ma anche di modalità di trasporto. La Green Supply Chain richiede in particolare di raggruppare i viaggi e i carichi e di razionalizzare i percorsi.
- Ciò implica anche pensare all’economia circolare e quindi al riutilizzo, nell’ambito di quella che viene definita la logistica inversa.
Un sistema TMS per la gestione della catena di approvvigionamento sostenibile
Tra le diverse soluzioni che portano alla creazione di una Green Supply Chain, l’adozione di un Transport Management System (TMS) si rivela particolarmente utile. Oltre alle sue numerose funzionalità, consente di creare schemi logistici più sostenibili attraverso:
- Le migliori opzioni di trasporto in base a ciascuna destinazione
- L'ottimizzazione dei percorsi per ridurre i chilometri percorsi e il consumo di carburante
- Il raggruppamento dei carichi per ridurre il numero di trasporti
L'implementazione di uno strumento TMS rappresenta inoltre un ottimo modo per digitalizzare la propria catena di approvvigionamento e ottenere risparmi sui costi di produzione, aumentando al contempo la produttività.
A causa dell’emergenza climatica e dei cambiamenti che l’intera società deve attuare, e in un contesto di crescita del commercio internazionale, la Green Supply Chain non è più un’opzione. Pertanto, occorre prendere in considerazione tutte le soluzioni che favoriscono la riduzione dell’impatto ambientale.