
Alla fine di marzo, una decisione importante per il futuro delle dogane europee è passata relativamente inosservata al di fuori degli ambienti specializzati, poiché l’attenzione dell’attualità internazionale era concentrata sul Medio Oriente.
Quello che si può definire un evento si è svolto in due atti:
- Il 25 marzo, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno scelto Lille, capitale delle Fiandre, come sede della futura Autorità doganale dell’Unione europea
- Il giorno seguente, le due istituzioni hanno raggiunto un accordo politico sulla grande riforma del quadro doganale europeo, di cui questa nuova autorità costituisce uno dei pilastri
Questa istituzione è tutt’altro che irrilevante, poiché, infatti, tale Autorità doganale – più comunemente denominata European Union Customs Authority (EUCA) – è destinata a diventare uno strumento fondamentale di coordinamento tra le amministrazioni doganali nazionali. L’organico previsto è di circa 250 agenti, il che dà un’idea dell’importanza di questa nuova istituzione.
Perché era necessaria questa istituzione? Perché oggi le dogane europee operano in un quadro comune, ma con prassi ancora ampiamente applicate a livello nazionale. Eppure la missione di controllo e protezione delle dogane si è notevolmente complicata: aumento costante dei flussi commerciali, esplosione dell’e-commerce, moltiplicazione delle norme da controllare alla frontiera.
È per questo motivo che l’Unione europea ha la necessità di modernizzare in profondità la propria struttura doganale. Lo stesso Consiglio presenta l’accordo del 26 marzo come la più grande riforma dell’unione doganale dal 1968. È importante sottolineare che questa autorità non sostituirà le autorità doganali degli Stati membri, che continueranno a svolgere la propria attività
Se vogliamo ragionare in termini concreti, la futura Autorità doganale dell’UE avrà il compito di coordinare e sostenere l’azione delle autorità doganali nazionali in modo più coerente a livello dell’Unione. In particolare, dovrà svolgere un ruolo centrale nell’analisi dei rischi, nelle priorità di controllo, nella condivisione delle informazioni e nel coordinamento in periodi di crisi. La sfida è chiara: mirare meglio i controlli, armonizzare maggiormente le pratiche e fornire alle amministrazioni degli Stati membri un quadro d’azione più coerente rispetto ai flussi commerciali che interessano il territorio doganale dell’Unione.
Tale autorità deve inoltre integrarsi con un altro importante progetto di riforma: la futura piattaforma europea dei dati doganali. Senza addentrarci qui negli aspetti più tecnici, l’idea generale è quella di consentire la raccolta e l’utilizzo dei dati doganali su scala europea. L’EUCA non è quindi destinata a diventare una sorta di «Dogana++» che si sostituisca alle amministrazioni nazionali, ma piuttosto un centro di controllo, competenza e coordinamento, al fine di consentire un’interpretazione globale del rischio e un’azione più efficace alle frontiere dell’Unione europea.
Questo è senza dubbio il punto fondamentale da ricordare. Finora l’Unione disponeva di norme doganali comuni, ma non si avvaleva di una struttura centrale per coordinare a livello operativo l’analisi dei rischi e la coerenza dei controlli. La creazione dell’EUCA segna quindi un cambiamento significativo in questo ambito. Essa riflette la volontà di adeguare la dogana europea a un contesto in cui le sfide relative alla sicurezza economica, alla conformità delle merci e al controllo dei flussi non possono più essere affrontate esclusivamente sulla base di logiche strettamente nazionali.
Naturalmente, avrete capito che un progetto di tale portata non può essere attuato in pochi giorni. La sede dell’Autorità è stata scelta e Lille è ora ufficialmente la città ospitante designata. Tuttavia, l’effettiva entrata in funzione di questa nuova struttura rimane legata all’adozione definitiva della riforma doganale, sulla quale il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo politico il 26 marzo. In altre parole, la direzione è ormai chiaramente definita, ma sono ancora necessari alcuni passaggi prima che l’EUCA entri in funzione.
In definitiva, la decisione presa alla fine di marzo va ben oltre la semplice questione dell’insediamento a Lille. Essa sancisce la volontà dell’Unione europea di dotarsi di un vero e proprio centro di elaborazione in materia doganale. Non per sostituire le amministrazioni nazionali, ma per coordinarle meglio, condividere meglio le informazioni e rispondere meglio a flussi commerciali diventati più massicci, più rapidi e più rischiosi. Per Lille si tratta dell’accoglienza di una nuova istituzione europea. Per l’Unione, è soprattutto una svolta, poiché si dota finalmente di un organismo che centralizza la gestione e l’utilizzo dei dati doganali e che, grazie a un migliore coordinamento delle amministrazioni nazionali, consente una gestione del rischio a livello europeo.
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