
Incontratisi il 27 luglio a Turnberry (Scozia), Donald Trump e Ursula von der Leyen hanno trovato un punto d’intesa: alla stragrande maggioranza delle esportazioni europee verrà applicata un’aliquota doganale unica del 15 %.
Questo dazio, applicato alle importazioni di prodotti di origine europea, entrerà in vigore a partire dal 1° agosto all’ingresso negli Stati Uniti, in sostituzione del dazio del 30 % annunciato in precedenza dal presidente americano.
Ora spetta ai 27 paesi dell’UE approvare il compromesso entro la fine dell’anno. Tuttavia, non tutti i prodotti dell’UE rientrano in questo accordo commerciale: l’acciaio e l’alluminio rimangono soggetti a dazi elevati (50 %) una volta raggiunte le quote attuali.
A livello europeo, la Commissione (DG TRADE) prevede di abolire i dazi doganali su alcuni prodotti statunitensi, mentre è ancora in discussione un elenco di esenzioni reciproche “zero per zero”, in particolare nei settori dell’aeronautica e della chimica.
In cambio di questo aumento più contenuto, l’UE si è impegnata ad acquistare 750 miliardi di dollari di energia statunitense (soprattutto GNL e petrolio), a investire 600 miliardi negli Stati Uniti entro il 2028 e ad aumentare gli ordini di equipaggiamenti militari statunitensi; su quest’ultimo punto, il calendario non è ancora stato definito. La minaccia di un futuro aumento dei dazi statunitensi non è quindi scongiurata, poiché Washington, da parte sua, ha avvertito che, in caso di mancato rispetto di queste clausole, l’accordo sarebbe nullo e i dazi passerebbero dal 15% al 30%, quasi certamente.
Resta da vedere se gli Stati membri e il Parlamento europeo ratificheranno l’accordo senza modifiche alla ripresa dei lavori. Nel frattempo, questo compromesso placa le tensioni, ma senza risolvere tutto. Gli impegni in materia energetica, la compatibilità con le norme dell’OMC, gli obiettivi climatici europei e la dipendenza dalle tecnologie di difesa statunitensi restano sul tavolo. Questo accordo va quindi considerato più come una tregua che come una vera e propria pace commerciale. Da seguire…
Articolo redatto dal nostro consulente ed esperto in commercio internazionale, Jean-Marc Vandenbussche
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