La nuova direttiva CSRD: una svolta storica in ambito ambientale e sociale

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Da diversi anni,le modalità di comunicazione non finanziaria delle grandi imprese sono sempre più regolamentate. 

L'ultima direttiva che contribuisce a questo quadro normativo in ambito ambientale e sociale è la nuova direttiva CSRD, e in questo articolo illustriamo gli aspetti chiave da tenere presenti. 

La comunicazione non finanziaria: il suo ruolo nella sensibilizzazione alla sostenibilità

La comunicazione extra-finanziaria, detta anche rendicontazione extra-finanziaria o rendicontazione CSR (Responsabilità Sociale d’Impresa), si riferisce alla comunicazione delle informazioni non finanziarie di un’azienda o di un’organizzazione, principalmente per quanto riguarda gli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG).

A differenza della comunicazione finanziaria, che si concentra sui risultati economici e finanziari dell’azienda,la comunicazione extra-finanziaria mira a rendere conto dell’impatto complessivo dell’azienda sulla società e sull’ambiente. 

Consente alle parti interessate, quali investitori, clienti, dipendenti, autorità di regolamentazione e società civile, di valutare il contributo sociale e ambientale di un’azienda, nonché il suo livello di responsabilità sociale.

La direttiva europea NFRD (Non Financial Reporting Directive), che attualmente disciplina le dichiarazioni di performance extra-finanziaria a livello europeo, lascerà il posto a una nuova direttiva, la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

La CSRD: l’inizio di una nuova era

È evidente che la CSRDsegna l'inizio di una nuova era nell'integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile da parte delle imprese. 

La CSRD è uno dei pilastri del Green Deal europeo, che induce gli attori economici a riconsiderare l’impatto delle loro attività sul pianeta e il rispetto dei diritti umani.

I suoi obiettivi principali: 

  1. Attuare a livello normativo l'economia sociale di mercato dell'Unione europea
  2. Incoraggiare le imprese a fornire informazioni sull'impatto della loro attività in termini di sostenibilità.

Secondo numerosi esperti, questa nuova direttiva è vista comeun vero e proprio tsunami nel campo della RSI.

A quasi 40 anni dalla definizione di sviluppo sostenibile data dalla Commissione Brundtland, la CSRD inserisce la rendicontazione di sostenibilità in un processo formalizzato. 

In sostanza, la direttiva imporrà alle imprese di fornire informazioni sull'impatto ambientale, sociale e di governance delle loro attività.

Questo inasprimento dei requisiti si inserisce in un processo storico di presa di coscienza delle sfide ambientali, in particolare quelle legate al cambiamento climatico. 

Questa evoluzione normativa avrà un impatto diretto su un gran numero di imprese europee, comprese le medie imprese e le PMI.Il numero di imprese tenute a divulgare informazioni ambientali dovrebbe quadruplicare nei prossimi due anni.

Calendario di attuazione

  • A partire dal 1° gennaio 2024, le società quotate in Borsa con più di 500 dipendenti dovranno conformarsi alla CSRD.
  • A partire dal 1° gennaio 2025, toccherà alle società con almeno 250 dipendenti adottare questa direttiva.

La CSRD segna una svolta ideologica da una RSI volontaria a una RSI normativa. Impone alle imprese di rendere conto del proprio impatto sulla società e sull’ambiente, offrendo al contempo l’opportunità di mobilitare i collaboratori attorno a un progetto aziendale incentrato sulla sostenibilità.

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